Proviamo a pensare per un momento cosa accadrebbe se tutti noi ritornassimo a conoscere, come dato di fatto, queste banalità: cosa stiamo mangiando; da dove viene; come è arrivato sul nostro piatto; quanto costa davvero, in termini reali. Allora non avremmo più bisogno di ricordare a noi stessi che, in qualunque modo decidiamo di nutrirci, lo facciamo per grazia della natura, non dell’industria, e che ciò che mangiamo non è né più né meno che il corpo del mondo. 

Michael Pollan

Sono Nicla, pasticciera e cuoca vegetariana. Ho lavorato a Londra per diversi anni in una piccola Bakery nel quartiere di Notting Hill. Dopo aver studiato al Campus Etoile Academy mi sono trasferita a Milano, qui lavoro come insegnate di pasticceria presso il CAPAC, Politecnico del Commercio e del TurismoTi porto un dolce è il mio piccolo ricettario online, fatto di ricette semplici e naturali, facilmente realizzabili in casa e con l’aiuto dei più piccini. Gli ingredienti utilizzati sono biologici e del commercio equo e solidale.

ti porto un dolce

Perché il commercio equo e solidale?

La colonizzazione europea delle americhe è un periodo storico molto interessante, soprattutto per la cucina. Da quel momento in poi molte cose cambieranno in ambito alimentare e sociale. In pasticceria  avviene nel corso del tempo una vera e propria rivoluzione, infatti è difficile preparare dei dolci con prodotti esclusivamente a km 0. Acquistando prodotti certificati equo e solidali si aiutano gli agricoltori a ricevere un prezzo equo per il loro raccolto, in cambio gli agricoltori si impegnano a utilizzare tecniche agrarie eco-compatibili, per questo motivo spesso l’equo e solidale è anche biologico. Credo sia fondamentale conoscere il vero prezzo di ciò che mangiamo. Il valore del sacrificio di tempo ed energia che ha richiesto.